
venerdì 20 marzo 2009
BUONGIORNO ITALIA dall' Asino

giovedì 19 marzo 2009
BUONGIORNO ITALIA dall' Asino
IL PRESERVATIVO
di Christian Rizzi
il nostro mondo in briciole
l'uomo bianco in africa
prende in giro i negri
scherza sul preservativo
e la verità dell'islam
il papa non esiste
il papa è troppo triste
il papa è una figura
che ci vuol far paura
il papa dice cose
gli farei un overdose
di tutte quelle pose
che tiene ultimamente
il suo fegato cedrà
perchè non reggerà
a tutte le porcherie
che ci continua a dire
a 9 anni dal 2000
dopo che ha appurato
che abbiamo sconsacrato
tutto quanto il suo operato




Ma, nonostante tutto, siamo fermi
e passeranno volpi, pantegane,
cialtroni, leccachiappe, ceffi, vermi,
barbari, arruffapopolo, mezzane…
Il vento soffia sempre, menomale,
la pioggia è sempre brava a gocciolare,
il sole luce e scalda, scende e sale,
la luna s’accompagna a stelle e mare.
A chi del Tempo è diligente alunno
ed ogni tanto sbircia il calendario
vedendo non dei giorni, ma un calvario,
dico: "Vedrete, passerà quest'unno!"

mercoledì 18 marzo 2009
martedì 17 marzo 2009
BUONGIORNO ITALIA dall' Asino

L’ORTO DEL VICINO
di GOG
Non so più se rivolgermi a voi come compagni, amici, colleghi, fratelli, cittadini o che altro. Ma poi ... a chi interessa? Qui si tratta di tutt’altra cosa. Roba grossa, mica parole o slogan. Mentre Obama coltiva zucchine e peperoni nel novello orto a “kilometro 0” della Casa Bianca, dando un preciso senso storico alla sua “missione”, una svolta impensabile fino ad un anno fa, un segnale imperdibile, prima di tutto, per dire che è possibile un altro modo di vedere le cose, e l’opportunità che questa crisi ci prospetta. Mentre accade che Serge Latouche, l’autore di “Come sopravvivere allo sviluppo” e del “Breve trattato sulla decrescita serena”. sorridendo sotto la barba condanna sornione ma senza mezze misure «il masochismo protestante, il senso del dovere, i dieci comandamenti… eccetera, eccetera ». In poche parole basta con questa cazzo di etica del lavoro, del sacrificio e della felicità basata sul consumo, che è l’esatto contrario della gioia di vivere.
Insomma mentre questa crisi ci prospetta anche esiti benefici per la salute mentale (l’unico settore che “tira” è finalmente quello della cultura nonostante i tagli) nonché per il rallentamento alla distruzione del pianeta, ebbene che succede in Italia? Il solito casino allargato alle manifestazioni populiste e destabilizzatrici che vorrebbero farci tornare al modello “consumare è bello” in cui la celebrazione del futurismo coincide con l’epifania della “libera destrutturazione” applicata alla necessità di sicurezza e di edilizia selvaggia.
Va bene così! Se vogliamo fare qualcosa di serio ... mandiamoli a fanculo! Facciamogli capire che siamo capaci di non strozzarci di consumismo. Sappiamo farne a meno. Anzi ... ci divertiamo di più. Meno centri commerciali e più orti.
I MIRACOLI DI SILVIO













chet.jpg)


























