mercoledì 6 dicembre 2017

Numero 2748 Liberi uguali e di sinistra

da PARIDE PUGLIA


Analfabeta



venerdì 1 dicembre 2017

Numero 2747 Tra ricchi e poveri

da LIDA ONTEMORI

Perché?


da PARIDE PUGLIA





mercoledì 29 novembre 2017

Numero 2746 Dilemma

da GIULIANO ROSSETTI

Di Maio o Casa Pound



da PARIDE PUGLIA


lunedì 27 novembre 2017

Numero 2745 Palpation

da GIULIANO ROSSETTI








martedì 21 novembre 2017

Numero 2744 Calcinculo

da LIDO CONTEMORI



da PARIDE PUGLIA




sabato 18 novembre 2017

Numero 2743 Mortacci tua

da PARIDE PUGLIA





GIULIANO ROSSETTI


giovedì 16 novembre 2017

Numero 2742 In fondo in fondo...

da PARIDE PUGLIA


da l'ASINO

Mettiamo per un po' in naftalina il confronto tra Giuseppe Ciarallo e il sottoscritto: la storia vedrà chi ha ragione ma, statene pur certi, qualora Giuseppe dovesse aver, dio non voglia, ragione gliene darò senza esitazione atto. Vorrei invece affrontare un altro argomento: vi pare mai possibile che il sistema attuale veda nel lavoro solo uno strumento per stimolare i consumi? Voglio dire che finché il lavoro verrà visto soltanto come strumento per mettere soldi nelle mani dei lavoratori affinché essi spendano e amplifichino i consumi generando l'espandersi dell'economia a favore dell'industria e della produzione in senso lato, non si risolverà mai in modo soddisfacente il problema "lavoro" e si troverà sempre una giustificazione "tecnica" a porcherie come il job act. Io preferisco invece credere che il lavoro sia lo strumento per consentire ai lavoratori  di  vivere in dignità la loro giusta remunerazione, procurarsi una casa, avere il cibo necessario per sé e per i propri figli, potersi procurare i giusti svaghi e i giusti riposi, alimentare le proprie conoscenze e accrescere il proprio livello culturale. Per sé stessi, per la loro felicità!  Lavoro in cambio di  felicità. Anche questa impostazione mette in movimento i consumi ma è l'approccio al concetto di lavoro che cambia con tutto ciò che a livello sociale questo comporta. Nel mio modo di vedere è l'uomo, il lavoratore il protagonista, nel mondo globale è il denaro. Preferisco l'uomo.

martedì 14 novembre 2017

domenica 12 novembre 2017

Numero 2740 La carne è debole

da GIULIANO ROSSETTI


da GIANNI ALLEGRA


da LIDO CONTEMORI


da PARIDE PUGLIA







martedì 7 novembre 2017

Numero 2739 Sicilia beddissima

da PARIDE PUGLIA

Renzi addio





giovedì 2 novembre 2017

Numero 2738 PENSIERINO N° 2

da l'ASINO

PENSIERINO N° 2

Un'altra considerazione: riguarda i " confini ". I confini tra gli Stati. Non c'è nulla di più stupido. Per quale mai stravagante motivo un albero di mele se nasce un centimetro al di qua di un  confine è mio e se nasce un centimetro al là è tuo? Per quale mai cretina teoria se nasco in Sudtirolo parlo italiano e se nasco al di là del Brennero parlo tedesco? I popoli, pur essendo gli autori dei confini, sono più saggi e difatti in Sudtirolo se ne fottono e parlano tranquillamente in tedesco. Ma c'è qualcosa che non è né stravagante né cretino ma è delinquenziale: per quale motivo se in guerra uccido un essere umano è lecito, anzi eroico, e se lo uccido in tempo di pace sono un assassino? Ieri guardavo quella serie su Netflix sulla seconda guerra  mondiale: la guerra sembra una cosa seria, cosa da uomini,  cosa nobile decorata al valore dell'eroismo e dell'amor di patria…bè, io dico che, al contrario, è la somma di tutte le idiozie umane. Un colpo di cannone sparato per appoggiare l'assalto di un plotone di fanteria distrugge un intero palazzo? Ma qualcuno, quando pronuncia la parola " guerra " si  rende conto che con quel colpo massacra decine di vite umane, priva del loro alloggio, dei loro beni, intere famiglie, uomini, donne, bambini che hanno riposto in quei beni gli sforzi di vite intere? Ma l'uomo non ha dunque nessun valore? Ma i suoi diritti devono necessariamente sottostare al volere di altri uomini che non sono stati capaci di trovare un punto di accordo  su temi quasi sempre solo commerciali o di mercato o di quell'idiozia che sono i confini?

da PARIDE PUGLIA




domenica 29 ottobre 2017

Numero 2737 PENSIERINO N° 1

da l'ASINO


Una nuova generazione di satrapi si aggira per l'Europa: la preoccupazione non va tanto ai Kurz o alle Le Pen, anche se la loro presenza ai confini di casa nostra  è quanto meno imbarazzante , quel che preoccupa sono i satrapi di casa nostra, i Renzi, i Salvini, per non parlare dei Berlusconi e li cito al plurale perché ciascuno di loro si tira dietro il proprio gregge di satrapetti di seconda e terza mano ognuno dei quali usa la parola democrazia nel modo più inappropriato possibile e teme come la peste l'unica cosa che garantisce la democrazia: il dibattito. Questi tristi figuri confondono la democrazia con ciò che essi ritengono giusto e quindi non meritevole di opinioni altrui e, nel dibattito parlamentare, inseriscono ostacoli di ogni genere al dibattere, cioè all'esercizio di mettere a confronto opinioni diverse, che chiamano "fiducia", "canguro", "contingentamento" e via danzando. L'ultimo  caso di… intolleranza dialettica: la legge elettorale che sono riusciti ad approvare in barba ai più elementari concetti di democrazia e di tolleranza politica.  Non c'è verso di riuscire a parlare con loro: quando sono alle strette alzano la voce, interrompono il discorso altrui, sghignazzano sarcastici e mandano tutto in vacca senza riuscire a mettere insieme un briciolo di confronto. La loro tecnica è di dire cose apparentemente di buon senso ma, se ci fate caso, sono sempre proiettate nel futuro: " faremo", " diremo", " daremo"… e, nel frattempo, si fanno i cavolacci loro. E anche oggi, nel momento in cui sono riuniti a Napoli per la loro conferenza programmatica,  il loro titolo è "Manifesto Italia 2020: costruiamola insieme". Nel 2020! Ma oggi? Oggi costruiamola con Verdini, con Alfano, con Berlusconi!

Troppe cose ci separano da quei satrapi e dal loro satrapismo teso solo ad assicurare potere per se stessi e per i loro servi. Noi oggi vediamo nel Movimento 5 Stelle quel clima culturale che un tempo avevamo trovato nel Partito Comunista Italiano quando l'etica rappresentava il riferimento per ogni azione individuale e collettiva, che era stata progressivamente tradita dalla cosiddetta "svolta della Bolognina" . Rimbombano  oggi, come ieri, nel 1981 quando sono state pronunciate, le parole di Enrico Berlinguer " «I partiti non fanno più politica…I partiti hanno degenerato e questa è l'origine dei malanni d'Italia…Per noi comunisti la passione non è finita. Ma per gli altri? Non voglio dar giudizi e mettere il piede in casa altrui, ma i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un "boss" e dei "sotto-boss".  Non è l'analisi che ha portato alla creazione del M5S?- continua

sabato 28 ottobre 2017

Numero 2735 Grasso che cola

da PARIDE PUGLIA

Scivolone


Numero 2734 a proposito di Anna Frank

da GIULIANO ROSSETTI


da PARIDE PUGLIA


da GIULIANO ROSSETTI
da PARIDE PUGLIA

Remerdendum


















lunedì 16 ottobre 2017

Numero 2733 Minacce


da PARIDE PUGLIA

Campagna elettorale



giovedì 28 settembre 2017

Numero 2731 Amor ch'a nullo amato...

 PARIDE PUGLIA

Incesto


venerdì 22 settembre 2017

Numero 2730 Rimbambito

da PARIDE PUGLIA






martedì 19 settembre 2017

giovedì 14 settembre 2017

martedì 12 settembre 2017

Numero 2727 ...ma vax fa in...

da PARIDE PUGLIA


da ENRICO BERTUCCIOLI