domenica 15 marzo 2009

BUONGIORNO ITALIA dall' Asino

SOCIALBUFALA
di Gianni Carino


INSULTI
di Gianni Allegra


SCOPATE STELLARI
di Gino Di Frenna

GLOBALIZATION
di Paride Puglia

INCUBI
di Eugenio Saint Pierre



Pronti a tagliare i fondi alla scuola, pronti a penalizzare la ricerca, pronti a rimettere in moto il sistema del credito facile, pronti a ricominciare a consumare  senza criterio, pronti a dar fondo alle risorse naturali, pronti a inquinare l' aria, l' acqua, i prati, pronti a disboscare le foreste, pronti a cementificare il mondo, pronti a produrre energia nucleare, pronti a ignorare le energie rinnovabili, pronti a detassare i ricchi, pronti ad affamare i poveri, pronti a non ascoltare le ragioni degli altri. Pronti a tutto per crescere,....ma fino a quanto ( e a quando ) ci sarà consentito crescere? E poi?


sabato 14 marzo 2009

BUONGIORNO ITALIA dall' Asino

CATTOCHE'?
di Massimo Gariano

venerdì 13 marzo 2009

BUONGIORNO ITALIA dall' Asino


C'è da restarci di stucco! Ma come? Tutto sto casino nasce dalla truffa perpetrata dalle banche nella concessione di credito facile a noi, poveri allocchi, e adesso, mentre ci stanno rapinando con quattro soldi imponendoci la restituzione di tutto cio' che ci hanno " generosamente " elargito fino a qualche mese fa, seducendoci con immonde lusinghe...tutti stanno strepitando che dalla crisi usciremo migliori perché avremo reso virtuoso il sistema economico e finanziario... e questi quattro incompetenti danno soldi proprio a loro, proprio alle banche, per indurci a ricorrere di nuovo al credito e alla spesa facile, pronti a rapinarci nel prossimo giro...Non caschiamo di nuovo nel tranello...ripensiamo ad un altro stile di vita...scambiamoci doni e affetto e vaffanculo la finanza con tutti i suoi finanzieri...





STATUINE
di Rocco Grieco

Interrogazione al ministro Bondi: "Il premier chiede di trasferirle dal museo delle Terme di Diocleziano a palazzo Chigi. Sono di alto valore artistico, andrebbero nei suoi spazi privati"



PIANO CASA
di Massimo Gariano


TOTOCOMUNIFASCISTI
di Gino Di Frenna
COMUNFASCISTI
di Enrico Bertuccioli

MINCHIATE
di Gianni Allegra

LA SFINGE
di Rocco Grieco

LA RABBIA

di Carlo Squillante


La nostra è rabbia antica,

lancia che non scagliamo,

inutile richiamo

a chi non ci vuol più

e va per strade perse

nel ventre di un paese

che più non bada a spese,

tanto non pagherà.

La nostra? Pur la rabbia

o prima o poi si squaglia

al sol di una battaglia

che non ha più un perché.

La rabbia? Non sai cosa

sia essa e quanto pesi.

Passano giorni, mesi

e resta un nonsocché

che sa di amaro secco

raspante nella bocca,

come una frase sciocca.

Domani? Si vedrà.



ALLE RADICI DEL GALANT'ASINO 3
di Giuseppe Ciarallo

Su un numero del 1900, in un articolo dal titolo “La tortura… in China”, Goliardo denunciava, parlando di violazione dei diritti umani nel paese asiatico, la violenza e l’azione repressiva delle forze dell’ordine di casa nostra. Dopo vari parallelismi tra metodi di vera e propria tortura (lo stringimano cinese e gli schiavettoni nostrani, le loro palle di piombo e gli italici sacchetti di sabbia per percuotere i detenuti), Goliardo sferra la stoccata finale e in chiusura di articolo stigmatizza (con tanto di commento grafico) la pratica inumana della pena di morte:

“[…] la China annovera, fra i suoi titoli di disonore, la pena capitale, che si esguisce nel modo più selvaggio col taglio della testa; strumento: la scimitarra.

Anche in questi casi estremi, l’Europa ha dato dei saggi di una civiltà assolutamente sconosciuta in Oriente, sostituendo l’orribile sciabola, con dei sistemi diversi e piacevolissimi: la corda, in Austria e in Inghilterra, la ghigliottina in Francia, e – in Italia – terra civile tra le civili – con un metodo ideato da un illustre filantropo – il professore De Pedis.

Tale metodo - che si riduce a un soavissimo volo del paziente, dall’alto di una ringhiera qualsiasi, è stato chiamato: Aneurisma di pubblica sicurezza.”

P.S. Avendo terminato di leggere, proprio in questi giorni,  il recente libro di Adriano Sofri “La notte che Pinelli” (Ed. Sellerio), ho trovato la coincidenza a dir poco… inquietante.

giovedì 12 marzo 2009

BUONGIORNO ITALIA dall' Asino

CORPUS DOMINI
di Massimo Gariano


IL BEL PAESE DOVE IL NO RISUONA
di Zacc e Bélina

Zacc - Sa solo dir di NO. No a Petruccioli presidente Rai, No all’assegno per i nuovi disoccupati. No ai soldi, risparmiati  dalle elezioni, da destinare alla polizia. No a tassare per una volta i ricchi per aiutare i poveri.  


Bélina - Chissa cosa riusciranno a inventare questa volta Buonaiuti e Capezzone per dimostrare che non è lui l' uomo dei NO


MERITOCRAZIA PENALE
di  Gino Di Frenna


GRANDI OPERE
di Massimo Gariano


VOTO UNICO
di Enrico Bertuccioli


LA LEGGENDE DEL PIANISTA SULL' OCEANO
di Massimo Gariano


ANGIOLETTO
di Paride Puglia


MARE MONSTRUM
di Massimo Gariano


ALLE RADICI DEL GALANT'ASINO (2) 

di Giuseppe Ciarallo




Qualche mese fa, la stampa nazionale tentò di traghettare l’ennesima bufala pretesca secondo la quale Antonio Gramsci, passando a miglior vita, abiurò il suo credo comunista e chiese di morire con il conforto dei sacramenti. Come si può dedurre leggendo il brano “Le Iene”, pubblicato su L’Asino nel 1909, questo è un vizietto di antica data.


“Un reverendo Taglialatela si è assunto l’incarico di rintracciare il cadavere di Leopardi per disseppellirlo e darlo in pasto alla Santa Madre Chiesa Romana.

Leopardi sarebbe morto “cattolico come nacque” perché gli sarebbero stati somministrati i sacramenti.

A questo proposito il Ranieri aveva già notato di non sapere “se il Leopardi fosse morto o moribondo” quando un “pio frate” andò a somministrargli i cosiddetti sacramenti. 

Come son buffe queste controversie sulla procedura religiosa!

Il signor Taglialatela sostiene che Leopardi fu sacramentato (lo fu anche il Rudinì per il tradimento dei suoi, e lo sarebbe stato anche il Carducci… senza L’Asino!) ma che per ciò?

Sacramentato o meno, il Leopardi è pur quello che negò il Dio d’iniquità dei cattolici, per affermare il proprio panteismo, come Lucrezio.

E’ pur quello che, davanti a morte, chiedeva:
Non ricolmar di lode,

Non benedir, com’usa

Per antica viltà l’umana gente,

Ogni vana speranza onde consola

Sé coi fanciulli il mondo, 

Ogni conforto stolto

Gittar da me…

Raspate pur nelle tombe dei nostri grandi, o cattoliche iene, noi vi risponderemo con essi:

Sempre i codardi, e l’alme

Ingenerose, abbiette

Ebbi in dispregio!” 







EDUCATIONAL GAMES 
di Lido Contemori


CIVILTA'? PIU' O MENO
di Gianni Allegra

DESTINAZIONE WINNENDEN
di Paride Puglia