sabato 14 marzo 2009
venerdì 13 marzo 2009
BUONGIORNO ITALIA dall' Asino
C'è da restarci di stucco! Ma come? Tutto sto casino nasce dalla truffa perpetrata dalle banche nella concessione di credito facile a noi, poveri allocchi, e adesso, mentre ci stanno rapinando con quattro soldi imponendoci la restituzione di tutto cio' che ci hanno " generosamente " elargito fino a qualche mese fa, seducendoci con immonde lusinghe...tutti stanno strepitando che dalla crisi usciremo migliori perché avremo reso virtuoso il sistema economico e finanziario... e questi quattro incompetenti danno soldi proprio a loro, proprio alle banche, per indurci a ricorrere di nuovo al credito e alla spesa facile, pronti a rapinarci nel prossimo giro...Non caschiamo di nuovo nel tranello...ripensiamo ad un altro stile di vita...scambiamoci doni e affetto e vaffanculo la finanza con tutti i suoi finanzieri...

Interrogazione al ministro Bondi: "Il premier chiede di trasferirle dal museo delle Terme di Diocleziano a palazzo Chigi. Sono di alto valore artistico, andrebbero nei suoi spazi privati"



LA RABBIA
di Carlo Squillante
La nostra è rabbia antica,
lancia che non scagliamo,
inutile richiamo
a chi non ci vuol più
e va per strade perse
nel ventre di un paese
che più non bada a spese,
tanto non pagherà.
La nostra? Pur la rabbia
o prima o poi si squaglia
al sol di una battaglia
che non ha più un perché.
La rabbia? Non sai cosa
sia essa e quanto pesi.
Passano giorni, mesi
e resta un nonsocché
che sa di amaro secco
raspante nella bocca,
come una frase sciocca.
Domani? Si vedrà.

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Su un numero del 1900, in un articolo dal titolo “La tortura… in China”, Goliardo denunciava, parlando di violazione dei diritti umani nel paese asiatico, la violenza e l’azione repressiva delle forze dell’ordine di casa nostra. Dopo vari parallelismi tra metodi di vera e propria tortura (lo stringimano cinese e gli schiavettoni nostrani, le loro palle di piombo e gli italici sacchetti di sabbia per percuotere i detenuti), Goliardo sferra la stoccata finale e in chiusura di articolo stigmatizza (con tanto di commento grafico) la pratica inumana della pena di morte:
“[…] la China annovera, fra i suoi titoli di disonore, la pena capitale, che si esguisce nel modo più selvaggio col taglio della testa; strumento: la scimitarra.
Anche in questi casi estremi, l’Europa ha dato dei saggi di una civiltà assolutamente sconosciuta in Oriente, sostituendo l’orribile sciabola, con dei sistemi diversi e piacevolissimi: la corda, in Austria e in Inghilterra, la ghigliottina in Francia, e – in Italia – terra civile tra le civili – con un metodo ideato da un illustre filantropo – il professore De Pedis.
Tale metodo - che si riduce a un soavissimo volo del paziente, dall’alto di una ringhiera qualsiasi, è stato chiamato: Aneurisma di pubblica sicurezza.”
P.S. Avendo terminato di leggere, proprio in questi giorni, il recente libro di Adriano Sofri “La notte che Pinelli” (Ed. Sellerio), ho trovato la coincidenza a dir poco… inquietante.
giovedì 12 marzo 2009
BUONGIORNO ITALIA dall' Asino


Zacc - Sa solo dir di NO. No a Petruccioli presidente Rai, No all’assegno per i nuovi disoccupati. No ai soldi, risparmiati dalle elezioni, da destinare alla polizia. No a tassare per una volta i ricchi per aiutare i poveri.
Bélina - Chissa cosa riusciranno a inventare questa volta Buonaiuti e Capezzone per dimostrare che non è lui l' uomo dei NO






ALLE RADICI DEL GALANT'ASINO (2)
di Giuseppe Ciarallo

“Un reverendo Taglialatela si è assunto l’incarico di rintracciare il cadavere di Leopardi per disseppellirlo e darlo in pasto alla Santa Madre Chiesa Romana.
Leopardi sarebbe morto “cattolico come nacque” perché gli sarebbero stati somministrati i sacramenti.
A questo proposito il Ranieri aveva già notato di non sapere “se il Leopardi fosse morto o moribondo” quando un “pio frate” andò a somministrargli i cosiddetti sacramenti.
Come son buffe queste controversie sulla procedura religiosa!
Il signor Taglialatela sostiene che Leopardi fu sacramentato (lo fu anche il Rudinì per il tradimento dei suoi, e lo sarebbe stato anche il Carducci… senza L’Asino!) ma che per ciò?
Sacramentato o meno, il Leopardi è pur quello che negò il Dio d’iniquità dei cattolici, per affermare il proprio panteismo, come Lucrezio.
Non benedir, com’usa
Per antica viltà l’umana gente,
Ogni vana speranza onde consola
Sé coi fanciulli il mondo,
Ogni conforto stolto
Gittar da me…
Raspate pur nelle tombe dei nostri grandi, o cattoliche iene, noi vi risponderemo con essi:
Sempre i codardi, e l’alme
Ingenerose, abbiette
Ebbi in dispregio!”


mercoledì 11 marzo 2009
BUONGIORNO ITALIA dall' Asino
L’uomo necessario. Così, L’Asino nel 1895 definiva il Capo del Governo dell’epoca, conservatore e autoritario, repressore delle proteste operaie, tre volte Primo Ministro, coinvolto in scandali bancari, riformatore della Giustizia e accusato persino di bigamia. Naturalmente stiamo parlando di Francesco Crispi, anch’egli invocato come uomo della provvidenza, anzi… come uomo necessario.
“Sostengono che Ciccio
E’ un uomo necessario,
Ch’ei sol può trar d’impaccio
Borghese e proletario.
Mi par, se penso bene,
ch’abbian qualche ragione:
Egli mandò in galera
Onesti cittadini,
Egli fece carriera
E divorò quattrini.
Egli le membra stanche
Con tre mogli avvivò;
Allo Stato, alle banche
Quanto poté mangiò:
Ei fu speculatore
Nella crisi Edilizia,
Egli fu difensore
D’ogni turpe nequizia.
Egli d’ogni sozzura
Affaristica, immonda
Fece grassa mistura
Per far la pancia tonda.
Or la sua pancia tonda,
Lucida, levigata,
E’ cisterna profonda
D’immondezza privata
E di sterco bancario.
Sì, la trovata è fina:
E’ un uomo necessario,
Anzi un uomo-latrina.”
Come potete voi stessi constatare l' Asino di Galantara precorreva i tempi...




ciao pìpol,
ma cos'è questa crisi ? (pereperepeppèpè...)
Non so se le altre crisi che ci sono nel mondo sono come la nostra,
ma quella che viviamo noi
mostra sempre il suo aspetto migliore: quello virtuale.
Non si arriva alla terza settimana?
No problem: si spende per sostenere l'economia nelle prime due.
Non c'è lavoro? Falso: i dipendenti pubblici lavorano con tranquillità.
C'è chi lavora troppo: il parlamento. Meglio ridurre ai capigruppo le decisioni, così si fa in fretta.
Mancano le case per la gente che non può comprarle? Si incentivano le depandances e le ville.
L'edilizia scolastica è allo stremo? basta chiudere le scuole e risparmiare sui costi d'esercizio.
Paura del futuro? Si guarda con intensa nostalgia al passato, applicando le vecchie ricette e tutto si risolve.
Vedete? E' sufficiente inforcare gli occhialini 3-d che vi fanno vedere la realtà in modo virtuale.
In fondo, non stiamo poi così male. Vero?
Se pensate che tutto ciò che avete letto fin qua siano cose criticabili sappiate che non siete
collaborativi con le illuminate decisioni del Piazzista e dei suoi sodali, quindi pericolosi comunisti.
Fate voi.
Alla prossima, se vi va.
ièsuìchen.





















