domenica 9 novembre 2008

ESULTIAMO, MA... di Biscarozzi Primo


Abbiamo esultato. Abbiamo anche noi respirato a pieni polmoni la ventata di freschezza che ci ha portato l’ elezione di Obama alla Presidenza degli Stati Uniti dopo tanti anni di grigiore e di regresso, ma oggi deve tornare il momento della riflessione. Su due punti: il primo riguarda i toni trionfalistici con cui si è celebrata la “ affermazione della democrazia americana”, la più grande democrazia del mondo - si è detto -, il secondo sulla statura, diciamo così, culturale dell’ americano Obama. In merito al primo punto dobbiamo osservare che si è manifestata una certa tendenza a identificare in un capitalismo “ illuminato “ la democrazia. E ciò è falso al punto da rendere vero il contrario. Non può esistere un capitalismo illuminato. Esiste il capitalismo. Punto e basta. Quella maledetta teoria secondo la quale il Profitto è l’ obiettivo da raggiungere. A qualunque costo perché senza profitto fallisci. Se sei un genio, ma non fai profitto fallisci comunque. Questo è in estrema sintesi il capitalismo e non ha evidentemente nulla 

a che vedere con la democrazia. In merito al secondo punto non possiamo, non dobbiamo dimenticare, che Obama fa parte di un meccanismo culturale che noi contestiamo: quello secondo il quale occorre dare più soldi alla gente, affinché li possano spendere per consumare di più, al  fine di rimettere in moto la macchina produttiva, per dare più lavoro, per poter dare più soldi, per poter spendere di più, per poter consumare di più, per aumentare la produttività, per dare più lavoro... e così all’ infinito...fino all’ ultimo lembo di terra coltivabile, fino all’ ultima goccia d’ acqua da bere, fino all’ ultimo albero rimasto in piedi... E’ evidente che così non può essere. Così non può essere all’ infinito per via di quella maledetta legge della termodinamica che dice che  un sistema in entropia è un sistema in in cui, progressivamente e naturalmente, si crea una perdita di energia, in assenza di apporto esterno positivo, tale da generare il caos.

Applicando la legge dell’entropia all’economia, e in particolare all’economia della produzione, l’ economista rumeno  Georgescu-Roegen ha contribuito in modo sostanziale all’enunciazione della prima teoria economica che pone i fondamentali per una discussione della decrescita.

Ogni processo economico inserito in un contesto ecosistemico incrementa inesorabilmente ed irreversibilmente l’entropia del sistema-Terra: tanta più energia si trasforma in uno stato indisponibile, tanta più sarà sottratta alle generazioni future e tanto più disordine proporzionale sarà riversato sull’ambiente.

Così, ‘paradossalmente’, vengono meno le ragioni tipiche dei sistemi economici attuali, che puntano ad una massimizzazione del numero di merci prodotte, ed una velocizzazione del loro processo produttivo. Una contabilità di tipo diverso, secondo Georgescu-Roegen, basata sulla misura in output dell’entropia, e una efficienza energetica pensata in un nuovo paradigma, che vada a premiare non il processo massimamente redditizio, produttivo o veloce, ma entropicamente efficiente, è alla base di tutta la teoria bioeconomica. Ed è la teoria che noi  del Partito del Basta sosteniamo. Perciò cari compagni, cari amici, esultiamo, respiriamo anche noi questa ventata di aria fresca che ci arriva dal di là dell’ oceano. ma non dimentichiamo che ora Obama dovrà fare i conti con gli enormi detentori del potere economico del suo Paese, con i farmaceutici, con i petrolieri, con gli informatici, con gli automobilistici... e quella è gente che non scherza, che tira al profitto, tanto, maledetto e subito!