mercoledì 9 marzo 2016

Numero 2528 Il grande male

David Maria Turoldo

Tutto deve ancora avvenire 
nella pienezza: 
storia è profezia 
sempre imperfetta. 

Guerra è appena il male in superficie 
il grande Male è prima, 

il grande Male 

è Amore-del-nulla. 

da ENIO LISI

Pieter Bruegel - La battaglia


da MARILENA NARDI

vi ripropongo un bellissimo testo di Maggiani e il mio omaggio a Teresa Mattei, … e qualche vigna ancora!


“E sono fiorite le mimose. E divampano sulle prode, le chiudende e gli orti di riviera. Procaci, smargiasse, caste come il disegno di un bambino, profumano come delle puttane, fragili al primo sussulto del vento, invadenti, infestanti. Mandano in visibilio le mimose in fiore, ti friggono gli occhi come una mossetta di Marylin Monroe che si scuote i capelli, ti arrampichi sui muretti per prenderne una rama, pronto a cadere, pronto a rubare come faresti per un suo bacetto anche solo involato da lontano. Consolano le mimose in fiore, come le fossette di una bambina che si è appena svegliata, come un cannolo alla crema con la crema che ti schizza sul labbro. E mi ricordano le mimose in fiore la compagna Teresa Mattei, ti mando un bacio comandante Chicchi, la ragazza madre che si alzò in piedi alla Costituente e non se ne ristette fin quando non fu aggiunta la parolina “di fatto” all’articolo 3 punto 2 di questa nostra Costituzione, che in tal modo recita: "E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini...." Non fosse che per questo, questo giornale le assomiglia. È già, espulsa da tutte le scuole del regno per antifascismo, espulsa dal PCI per antistalinismo. Fu lei, che non avendo una lira in tasca per un po’ di garofani, prese rame di mimose più che poté, perché le donne se ne adornassero nel giorno della loro festa, e della loro battaglia.” 
Maurizio Maggiani,
da “Vivario”, Il Fatto Quotidiano del Lunedì, 24/2/2014

Teresa Mattei



da BUCNIC


da PARIDE PUGLIA





martedì 8 marzo 2016

Numero 2527 Guerra tra fratelli

Giuseppe Ungaretti 

Fratelli
Di che reggimento siete 
fratelli? 

Parola tremante 
nella notte 

Foglia appena nata 

Nell'aria spasimante 
involontaria rivolta 
dell'uomo presente alla sua 
fragilità 


Fratelli 

da ENIO LISI

Il trionfo della morte - a Clusone


da PARIDE PUGLIA

8 marzo



da MARILENA NARDI


“E sono fiorite le mimose. E divampano sulle prode, le chiudende e gli orti di riviera. Procaci, smargiasse, caste come il disegno di un bambino, profumano come delle puttane, fragili al primo sussulto del vento, invadenti, infestanti. Mandano in visibilio le mimose in fiore, ti friggono gli occhi come una mossetta di Marylin Monroe che si scuote i capelli, ti arrampichi sui muretti per prenderne una rama, pronto a cadere, pronto a rubare come faresti per un suo bacetto anche solo involato da lontano. Consolano le mimose in fiore, come le fossette di una bambina che si è appena svegliata, come un cannolo alla crema con la crema che ti schizza sul labbro. E mi ricordano le mimose in fiore la compagna Teresa Mattei, ti mando un bacio comandante Chicchi, la ragazza madre che si alzò in piedi alla Costituente e non se ne ristette fin quando non fu aggiunta la parolina “di fatto” all’articolo 3 punto 2 di questa nostra Costituzione, che in tal modo recita: "E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini...." Non fosse che per questo, questo giornale le assomiglia. È già, espulsa da tutte le scuole del regno per antifascismo, espulsa dal PCI per antistalinismo. Fu lei, che non avendo una lira in tasca per un po’ di garofani, prese rame di mimose più che poté, perché le donne se ne adornassero nel giorno della loro festa, e della loro battaglia.” 
Maurizio Maggiani,
da “Vivario”, Il Fatto Quotidiano del Lunedì, 24/2/2014





lunedì 7 marzo 2016

Numero 2526 La croce

Non sei che una croce
Nessuno forse sa più
perchè sei sepolto lassù
nel camposanto sperduto
sull'Alpe, soldato caduto.
Nessuno sa più chi tu sia
soldato di fanteria
coperto di erbe e di terra,
vestito del saio di guerra.
l'elmetto sulle ventitré
nessuno ricorda perché
posata la vanga e il badile
portando a tracolla il fucile
salivi sull'Alpe, salivi
cantavi e di piombo morivi
ed altri morivano con te
ed ora sei tutto di Dio.
Il sole, la pioggia, l'oblio
t'han tolto anche il nome d'un fronte
non sei che una croce sul monte
che dura nei turbini e tace
custode di gloria e di pace.
 

da ENIO LISI
Balsamo Stella - L'anno della guerra

Boccioni - La guerra


I due macellai


Bollettino dei morti

- Iraq, attentato a Hilla: almeno 45 morti



domenica 6 marzo 2016

Numero 2525 Libiam, su libiam!

da PARIDE PUGLIA

Un'altra poesia di Chris Johnson



LA TRADOTTA

La tradotta che parte da Torino 
a Milano non si ferma più, 
ma la va diretta al Piave, 
cimitero della gioventù. 

Siam partiti siam partiti in ventisette, 
solo in cinque siam tornati qua, 
e gli altri ventidue 
son rimasti tutti a San Donà.

A Nervesa a Nervesa c'è una croce, 
mio fratello l'è disteso là,
io ci ho scritto su "Ninetto" 
che la Mamma lo ritroverà.

Cara suora cara suora son ferito, 
a domani non ci arrivo più; 
se non c'è qui la mia mamma, 

un bel fiore me lo porti tu.



Bollettino dei vivi

La marcia della pace attraversa la Cisgiordania