sabato 5 marzo 2016

Numero 2524 Articolo 11


Generale di Bertold Brecht

Generale, il tuo carro armato


è una macchina potente 

Spiana un bosco e sfracella cento uomini.


Ma ha un difetto: 


ha bisogno di un carrista. 

Generale, il tuo bombardiere è potente.

 
Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante. 


Ma ha un difetto: 


ha bisogno di un meccanico. 

Generale, l’uomo fa di tutto. 


Può volare e può uccidere. 


Ma ha un difetto:


può pensare.


Articolo 11
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

da ENIO LISI

Le grandi miserie delle guerre






venerdì 4 marzo 2016

Numero 2523 Caro premier, la guerra è morte: pensaci!

PARIDE PUGLIA ci segnala: 
War di Bob Marley nella traduzione di 

Chris Johnson

Finché la filosofia
che considera una razza superiore
E un’altra inferiore
sarà finalmente e permanentemente
discreditata e abbandonata
sarà guerra ovunque
e dico guerra
e finché non vi saranno più cittadini di
Prima e di seconda classe in ogni nazione
Finché il colore della pelle sarà non più
importante del colore degli occhi
questa è una guerra
Finché i diritti umani fondamentali non saranno
Ugualmente garantiti a tutti senza distinzione di razza
e questa è una guerra
Fino a quel giorno il sogno di una pace duratura
La cittadinanza del mondo e le regole della morale
Internazionale resteranno solo una fuggevole
Illusione perseguita ma mai conseguita
adesso è guerra ovunque
guerra
E finché l’ignobile e drammatico regime che oggi
Opprime i nostri fratelli in Angola, in Mozambico,
In Sudafrica, con le sue disumane catene non sarà
Rovesciato e totalmente distrutto
dunque è guerra ovunque
dico guerra
guerra all’est guerra all’ovest
guerra su nel nord guerra giù nel sud
guerra guerra
i rumori della guerra
e fino a quel giorno il Continente africano
non conoscerà la Pace
Noi africani combatteremo, se necessario
E sappiamo che vinceremo
Poiché confidiamo nella vittoria
Del Bene sul Male

Del Bene sul Male

da ENIO LISI

La guerra è guerra anche in America



Bollettino dei morti


Libia: uccisi due italiani


Corea del Nord, Kim Jong-un: pronti all'uso di armi nucleari

da PARIDE PUGLIA

a proposito di pacifisti



giovedì 3 marzo 2016

Numero 2522 La guerra è guerra dovunque si svolga



GUERRA di Baldo Bruno 

Guerra... 
un volto di ghiaccio 
nel vento dell'illusione 

lacrime... 
per chi non ha vissuto 
lacrime per chi vive 

un drago orrendo 
balzato fuori 
dalla nostra fiaba 
ci divora 

e le speranze... 
tra i ricordi rarefatti 
sotto il peso dei tuoni 
si diradano 

fermati.... 
sparisci nel grido 
di chi ha chiesto 
e... non ha avuto 
allontanati...altrimenti  
io più non sonoda ENIO LISI

La guerra è morte, assassinio, sofferenza, distruzione anche al di là dell'oceano.

Battaglia tra fratelli

Dopo la battaglia


Il ferito


mercoledì 2 marzo 2016

Numero 2521 In guerra andateci voi!


Giuseppe Ungaretti Pellegrinaggio

“In agguato
in queste budella
di macerie
ore e ore
ho strascicato
la mia carcassa
usata dal fango
come una suola
o come un seme
di spinalba
Ungaretti
uomo di pena
ti basta un’illusione
per farti coraggio
Un riflettore
di là
mette un mare
nella nebbia.”

da ENIO LISI

Qualche voce dissidente


Il Dadaismo o Dada è una tendenza culturale nata a Zurigo, nella Svizzera neutrale della prima guerra mondiale, e sviluppatasi tra il 1916 e il 1920. Il movimento, che ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura (poesia, manifesti artistici), il teatro e la grafica, incarnava la sua politica antibellica attraverso un rifiuto degli standard artistici. 



Max Ernst, 
“Incontro degli amici” (1922) 
• Seduti da sinistra a destra sono rappresentati: René Crevel, Max Ernst, Dostoevsky, Théodore Fraenkel, Jean Paulhan, Benjamin Péret, Johannes Baargeld, Robert Desnos. In piedi: Philippe Soupault, Jean Arp, Max Morise, Raphaël, Paul Éluard, Louis Aragon, André Breton, Giorgio de Chirico, Gala Éluard 


Bollettino dei morti



da ENRICO BERTUCCIOLI

La casa della Nazione