Ore 12.23
da REPUBBLICA ON LINE
L'autobus di Grillo
nel paese della politica-che-non-c'è
Il M5S è un autobus. Di misura
variabile. Con percorso variabile. Da alcuni mesi, è in crescita
costante. Si è allungato. I passeggeri sono aumentati di numero.
Rapidamente. Fra marzo e aprile: sono quasi raddoppiati. Poi, da maggio,
si sono moltiplicati.
All'inizio eravamo in pochi. Perlopiù
giovani-adulti come me. Che ho quasi quarant'anni. Sono di Bologna. Di
sinistra. Senza partito.
Viaggiare ci piace. Utilizzavamo
l'Autobus per raggiungere le località dei Beni Comuni. La Collina
dell'Acqua Pubblica, Borgo Ambiente, la Valle dello Sviluppo
Sostenibile. Non avevamo problemi di collegamento. Perché siamo sempre
connessi. Alla Rete.
Negli ultimi mesi, si sono aggiunti in
tanti. Sempre di più. Sparsi e spersi. Decisi a fuggire dai monti. O
meglio: da Monti e dalla regione del Montismo. Sono saliti nell'Autobus
M5S. Molti abitanti del Paese Democratico (PD) che non sopportano la
coabitazione con quelli del Paese della (cosiddetta) Libertà (PdL). Né
l'eccessiva familiarità con l'Unione del Centro (UdC). Una provincia
piccola, alla congiunzione fra il PD e il PdL. Sospesa e incerta fra
gli altri due Paesi. Molti abitanti del PD e dei Territori alla sua
Sinistra non sopportano la promiscuità, con i nemici di sempre. Dopo
anni e anni di conflitti, trovarsi tutti insieme, riuniti intorno al
nuovo Governatore. Mario Monti. Alla nuova Confederazione: il Montismo.
Inaccettabile e intollerabile. Così hanno approfittato del passaggio
dell'Autobus M5S. Guidato da
un autista esperto e fumantino. Beppe Grillo. Abile a cercare
nuovi itinerari e nuove stazioni. E sono saliti. Seguiti da molti altri.
A Genova, Parma, Mira. Comacchio. In molte città: grandi, medie,
piccole e piccolissime. Del Nord e del Centro. Dove, di volta in volta,
si sono aggiunti nuovi passeggeri. In fuga da altri territori. Dalla
Padania, scossa da scandali e conflitti. La Terra dell'Indipendenza da
Roma Ladrona. Diventata simile a Roma. Meglio andarsene altrove.
Lontano. Sull'Autobus di Grillo. Che, nel corso del viaggio, ha raccolto
anche molti passeggeri in fuga dal PdL. Il Paese della Libertà: un
popolo senza sovrani e senza guida. Incapaci di stare con gli abitanti
del PD. Un residuo dell'URSS. Stalinista. Così nell'Autobus di Grillo
sono saliti insieme gli insofferenti del PD e del PdL. Paradossalmente:
per ostilità reciproca. Uniti dal risentimento verso i vecchi e i nuovi
sovrani. Berlusconi, Bersani, Casini. E Bossi. Ma anche Di Pietro,
Maroni, Vendola. Ma soprattutto, Monti. Tecnico, Professore. Un Potere
Forte. Al servizio dei Poteri Forti del Nuovo Mondo senza Frontiere.
L'Euro. Il Mercato.
Meglio partire. Insieme ad altri, disposti a
intraprendere questo viaggio, verso non-si-sa-dove. Verso il Paese che
-ancora - non c'è. Meglio viaggiare, andarsene, fuggire. Da un'altra
parte. Dove: non importa.
Così siamo diventati tanti. Non solo
giovani, studenti e intellettuali, di grandi città, come all'inizio. Non
solo internauti sempre connessi. Le facce sono cambiate. Tante persone
di età matura. Tanti anziani. Non solo professionisti e professori.
Tanti operai, tanti lavoratori autonomi. Tanti abitanti di piccole
città. Insomma, l'Autobus M5S ora non è più una carrozza d'èlite. Prima
classe Business di Freccia Rossa o di Italo. Ma un convoglio popolare.
Viaggiare
insieme, poi, è sempre una bella esperienza. Eccitante. Anche perché
oggi tutti parlano di noi. Spesso, contro di noi. Tanto meglio. Ci dà
identità. D'altronde, sul nostro autobus, ormai, siamo più numerosi del
popolo del Paese della Libertà. Poco meno del Popolo Democratico.
Mentre gli altri Paesi: la Padania, l'Isola dei Valori e la Terra
Promessa della Sinistra, a confronto del nostro Autobus, sembrano un'Ape
Car. Al massimo, dei pick-up.
Viaggiare verso un
Paese-che-non-c'è è un'avventura interessante. Tanti, ma soli contro
tutti. L'autista non è invadente. E ci dà visibilità. Grida e strepita.
Contro tutti gli altri. Ma non ci impone regole rigide. Non pretende
atti di fede. Questo un autobus. Mica una Chiesa, né una Patria a cui si
"appartiene". Un'Isola da cui non è possibile andarsene. È un autobus.
Prendi un biglietto e sali. Alcuni di noi viaggeranno a lungo. Altri
decideranno quanto, se e fino a quando continuare. Se, quando e dove
scendere. A una prossima stazione. A una prossima fermata.
Nel frattempo proseguiamo. Tutti insieme. Siamo in tanti. Né militanti né fedeli. Ma soli - contro tutti.
I
Passeggeri dell'Autobus di Grillo. In viaggio nel Paese della
Politica-che-non-c'è. In lotta contro i politici e i partiti che ci
sono.
ORE 09.48