lunedì 2 gennaio 2012

Numero 1517 BUON ANNO, ITALIA!!!


Ore 16.38

da MARILENA NARDI



Ore 15.19

da BANDANAX

Sobria crescita, ma crescita.



Ore 11.56


da PARIDE PUGLIA 


Nb. Una volta gli italiani avevano uno spirito personale, un orgoglio, una dignità della persona che noi abbiamo perso completamente...ormai siamo tutti pronti a chinare il capo pur di mantenere il posto, pur di guadagnare, a sopraffarci, a intrallazzare...uno la prima cosa che fa è mettersi d'accordo con l'altro pur di superare le difficoltà, non c'è più nessuna dignità: questa è una generazione corrotta, malata che va spazzata via!

 

Mario Monicelli



Ore 09.42

da LUCA DE SANTIS


da LIDO CONTEMORI ( bentornato )

Auguri



da BANDANAX

Trote&troie


Sniff


Terronismo


Comunione&fatturazione


Sfumature ungheresi


da PARIDE PUGLIA


da GIULIO LAURENZI


da PAOLO LOMBARDI

Kapitozzen

sabato 31 dicembre 2011

Numero 1516 BUONGIORNO ITALIA


Ore 10.27

da PARIDE PUGLIA

...i soldi!


da GINO DI FRENNA

Botti


2 idioti



Ore 08.41

da LUCA DE SANTIS

venerdì 30 dicembre 2011

Numero 1515 BUONGIORNO ITALIA


Ore 15.41

da BANDANAX

Kulona teteska: rauss Berluskaiser!


da PARIDE PUGLIA




Ore 08.26

da BANDANAX 

Botti

giovedì 29 dicembre 2011

Numero 1514 BUONGIORNO ITALIA


Ore 19.17

da PAOLO LOMBARDI

Welfare fai da te



Ore 11.00

da BANDANAX

Righe celtiche



Ore 10.22

da PASQUALE DI LENA (per chiudere l'anno con un po' di poesia)

L’ADRIATICO, il mio  piccolo grande mare

Le strade uniscono i luoghi per diventare incontro di genti e di culture che i territori esprimono, come le vie del mare, piatte in tempo di bonaccia o increspate dai venti di libeccio o di maestrale, bora o grecale. 

Luoghi dove si stringono le mani, si intrecciano i sorrisi, si raccontano avventure, si sogna l’amore e si vivono le passioni, le speranze.

Luoghi dove si scambiano le merci, gli odori, i sapori e si canta alla luna, alle stelle, al sole mentre vola un aquilone.

Luoghi dove tutto cambia, tutto rimane, come le orme dei passi che portano lontano, sponde da dove salpare e sponde sulle quali approdare.

Da qui riprendere fiato, ringraziare il dio o il fato e poi ripartire dissodando il campo dove lasciar cadere il seme di grano, piantare un olivo, una vite ed aspettare di sentire il profumo del pane ancora caldo, dell’olio appena franto e del vino tranquillo, dopo il tumulto della fermentazione.

Ascoltare il suono della parola sconosciuta e provare a comunicare con le mani, lo sguardo, il segno, il rito.

La casa, la tavola, il camino, il cibo, il gusto, la tradizione di una cucina.

Il campanile, la cupola, il minareto, la sinagoga, il santuario, il tempio, il cammino, la folla dei fedeli, dei pellegrini, l’incontro.

Il dialetto, la lingua, la musica, il ballo, il canto.

La nascita, il matrimonio, il culto dei morti.

La piazza, le strade, le viuzze, la festa, il folclore, la bottega, il negozio, la fiera.

I sentieri, i tratturi; i giorni, i mesi, le stagioni con i colori del bosco, dei campi arati e dei raccolti, degli olivi e delle vigne, dell’orto.

Il piccolo grande mare che, da Nord scende verso Sud,  lungo le sue sponde che si guardano da vicino, a segnare una regione omogenea di particolari, diversità, contrasti di voci e di colori.

Un mare all’apparenza tranquillo che i venti agitano, il sole riscalda e la luna, di notte, illumina con la sua lunga scia che, per secoli, ha indicato la rotta ai migranti.

 
Ore 08.00

da MARILENA NARDI

Economia bassalenante


da BANDANAX

Duri e puri

Alternativa


Prospettive


Homen nomen


da PAOLO LOMBARDI

Ritorno al futuro