giovedì 21 ottobre 2010

Numero 1138 Buongiorno Italia


da SASA GENSABELLA

Nomen


da PARIDE PUGLIA

In piedi



da GIULIO LAURENZI


in diretta dalla Basilicata

da UMBERTO ROMANIELLO


da PARIDE PUGLIA

Masinvest


da GINO DI FRENNA

Ritorno al futuro


da BUCNIC

Bersani: la goccia che fa traboccare il naso

L' esca


martedì 19 ottobre 2010

Numero 1137 Buongiorno Italia


da SASA GENSABELLA

Parafrasando Fini



da MARILENA NARDI

Le Provincie

una vignetta sui costi delle Province, che si addensano al nord. in campagna elettorale la lega le voleva eliminare, ora si sono accorti che sono un ottimo sistema per pagare i propri sostenitori e amministratori...




da SERGIO RICCARDI

Ostacoli e controlli



da ZACC&BELINA


Non più pastori


Zacc- scontri e cariche della polizia a Cagliari contro i pastori


Bèlina – non basta la Costituzione, ci vogliono togliere anche il pecorino.


da MANLIO TRUSCIA



da BANDANAX

Monnezza

Pastorizia


Anonimità


Censura


Risparmio

Horror


Skifidol


Pastorale

da FEI

Turismo dell' orrore



da ENRICO BERTUCCIOLI




da GINO DI FRENNA

Rai




da MARILENA NARDI ( bentornata Marilena )

Anche il lodo si è rimesso in marcia...


Numero 1136 Buongiorno Italia


da ZACC&BELINA


Chi scende e chi sale


ZACC- cala la fiducia degli italiani per Berlusconi e il suo partito, detto delle libertà


BELINA – aumentano oltre misura gli ascolti di Report e Annozero


da PARIDE PUGLIA


Cose di casa


Secondo me Christian ha ragione quando scrive che 'sti soldati vanno in Afghanistan per lo stipendio! E sapete perchè? Faccio un esempio: come sapete in Italia ha preso piede, da un po' di anni a questa parte, la figura della "badante"(mai il badante, chissà perchè...) straniera! Calcolate che le badanti straniere, stimate in Italia sono circa 1,5milioni comprese quelle da sanare e, quelle a tempo pieno guadagnano dai 900 ai 1300 euro mensili....la domanda sorge spontanea: è mai possibile che un paese come il nostro, invece di istruire i nostri ragazzi alla assistenza sociale, preferisce mandarli in missioni cosiddette di "pace", a farsi ammazzare per delle cause la maggior parte delle quali è perlomeno fuorviante!!! ed è grottesco poi, secondo me rischiare di saltare in aria per disinnescare una mina anti-uomo per 2725 euro mensili e sapete perchè? Perchè il primo produttore al mondo dell'arma più vigliacca che esiste,cioè la mina anti-uomo è, udite udite l'Italia: oltre alla tragedia, la beffa. Cari Asini, pur rispettando il buon Mimmo, voto Christian.


da GINO DI FRENNA

Armi improprie



da PARIDE PUGLIA

Debitoribus nostris



da SASA GENSABELLA

Profumo di Papa straniero


da GIULIO LAURENZI


da UMBERTO ROMANIELLO


da PARIDE PUGLIA

Mezza stagione


lunedì 18 ottobre 2010

Numero 1135 Buongiorno Italia

da GIUSEPPE CIARALLO


Cose di casa


Ho "assistito" allo scontro a distanza tra Mimmo Lombezzi e Christian Rizzi senza intervenire nell'immediato per non gettare benzina sul fuoco. Come ebbi a dirti anche in altre occasioni, Christian Rizzi non mi ha mai convinto né dal punto di vista della forma (i suoi versi, o quello che sono, mi sembrano sempre buttati lì a caso, come capita) né da quello dei contenuti, che a volte trovo estremamente reazionari. Trovo anche molto strano che Christian Rizzi se la sia presa molto per le parole di Lombezzi. Rizzi mi sembra che voglia sempre giocare a fare il provocatore ad ogni costo. E allora mi viene da chiedermi: ma che razza di provocatore sei se invece di godere nell'avere scatenato sentimenti violenti negli altri, poi ti incazzi come un qualsiasi autoreferenziale benpensante? Mistero.

Sinceramente non sono nemmeno d'accordo con le parole di Lombezzi, di cui quantomeno ho apprezzato la pacatezza. I militari italiani in Afghanistan stanno combattendo una guerra vera e propria e la favoletta della missione di pace è solo un modo furbo (ma tanto i nostri signori e padroni non hanno più bisogno nemmeno della furbizia per imporre le loro bugie) per aggirare l'articolo della nostra Costituzione che dice no alla guerra come mezzo di soluzione dei contenziosi tra le nazioni. I militari italiani non sono lì a sminare il terreno, non sono lì a portare la democrazia (che razza di democrazia è quella che si spara con tiro radente?) e il popolo afghano non è più libero di prima, e le elezioni sono più irregolari delle nostre regionali in Piemonte, e le bambine continuano a non poter andare a scuola, e le donne continuano a contare meno del due di picche a briscola quando si gioca a poker e ad andare in giro con il corpo e il volto coperto, pena magari una bella boccetta di vetriolo sulla faccia. E' chiaro che dal punto di vista umano, la morte dei nostri quattro militari non può lasciare insensibili, ma non sopporto la retorica patriottarda che si insinua ovunque: l'altra sera, nel prepartita di Italia-Serbia funestato dall'imbecillità di quattro idioti serbi incazzati per la sconfitta contro i turchi del 1389, i patriottici telecronisti nostrani sono andati avanti tutta la serata a lamentarsi e a menarla che il lancio di oggetti in campo e le intemperanze non avevano permesso lo svolgimento del minuto di silenzio per i quattro alpini, come se più del minuto di silenzio non fosse importante gridare nei microfoni che quella in Afghanistan è una guerra inutile e inutilmente sanguinosa e che un paese civile degno di questo nome richiamerebbe immediatamente il suo esercito per interrompere la scia di sangue che da nove anni non risparmia nemmeno bambini, vecchi e donne.


da PARIDE PUGLIA


Un omaggio a Remigio Leonardis


Stavolta se n'è andato per davvero Remigio Leonardis, il pazzerello con le antenne in testa di piazza Barberini, il monumento che balla, come stava scritto in certe guide turistiche, l'ultimo Pasquino. E' morto in una clinica di Tivoli dov'era ricoverato da tempo per via di un ictus. E ci lascia nel dubbio: più matto lui, che strappava sorrisi ballando, strillando o solo apparendo? o noi sempre lì a correre stressati intorno a quella piazza, da trent'anni? Remigio se ne và, prende congedo da una città che giorno dopo giorno si sbiadisce, perdendo l'anima profonda, beffarda e generosa, annacquata nei flutti scuri di un Tevere rabbioso e dimentico del tempo che fu.




da SASA GENSABELLA

Intercettazioni



da LUCA DE SANTIS


La giacchetta


Guarda qui che roba!

Pende tutta da un lato, la manica, la manica destra della giacchetta.

Vedi, mica sono pari, quella destra è più lunga della sinistra.

Perché? Beh, perché me l'han tirata.

Essì, non passa giorno che non ci si appenda qualcuno a scampanellarmi il

braccio, nemmeno ci fosse attaccata un'esca per i pesci.

Perché? Ecchennesò! Ogni tanto arriva uno, o una, e zacchete! Mi arpiona il

polsino e comincia strattonarmi: "...gli italiani hanno perso la pazienza,

il governo deve fare qualcosa"...si, ok, è vero, di pazienza non me n'è

rimasta più molta, e posso anche essere d'accordo con quella signora lì che

mi si rivolge con toni così confindustriali, ma dico, è il caso di

slabbrarmi la manica della giacca?

Din Don, altra scampanellata all'omero: "...gli italiani sono stufi di non

poter telefonare senza essere intercettati"...eh? Intercettato? Io? Ma

figuriamoci, al massimo avrò un paio di multe non pagate, chi vuoi che mi

intercetti...mica ho evaso il fisco per ventimilioni di euro in qualche

paradiso fiscale.

Dan, Dan, Dan, altro giro altro regalo: "gli italiani hanno la massima

fiducia in questo governo"...si, vabbè...questa mi ha fatto saltare anche un

paio di cuciture.

Oh, e non è che la manica sinistra sia proprio esente da scrollatine varie,

ogni tanto qualcuno ci prova ad allungarmela un pò: "gli italiani sono

stufi, gli italiani non ne possono più di questo governo, gli italiani di

qui...gli italiani di là..."

E pensare che una volta la giacchetta si tirava, al massimo, al presidente

della repubblica, ora invece direttamente alla repubblica, tutta

quanta...sessantamilioni di giacchette...prevedo tempi duri per i sarti.


da BANDANAX

Acidità


Igiene scolastico


Libertà


Le scale


da ANDREA BERSANI

Ossimoro


da GINO DI FRENNA

Bicchieri