mercoledì 15 giugno 2016

Numero 2589 Il troppo stroppia

Disabili, ddl Dopo di noi per aiuti alle famiglie è legge.


da GIULIA DE VITA

Legge farlocca figlia di un governo che, non sapendosi occupare del ‘durante noi’ pretende di occuparsi del ‘dopo di noi'.

da ENRICO BERTUCCIOLI

Cambiamento democratico



da PARIDE PUGLIA


Conti salati








martedì 14 giugno 2016

Numero 2588 Cuor di Berluscone

da JORGE BERGOGLIO

Il consumismo che pervade le nostre società  ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale a volte ormai non siamo più capaci di dare il giusto valore, che va oltre i meri parametri economici. Abbiamo fatto dei frutti della terra, dono per l'umanità,  materia prima di alcuni, generando in questo modo esclusione.

da PARIDE PUGLIA

Glamour


Draculonte




Sotto i ferri

Forno a perdere


venerdì 10 giugno 2016

Numero 2587 C'è bisogno di un buon ricostituentte


da l'ASINO

COMUNICATO n° 9
Di guerra avevamo già parlato in precedenti post ma ci voglio tornare su perché la relazione tra denaro e guerra è troppo evidente. Così come è evidente la diversità di peso tra denaro e vita. Vita di uomini, di donne, di bambini che dallo stato di soggetti vivi, capaci di godere della bellezza della natura, dell'ascolto di una sinfonia ( o di una bella canzonetta ), dell'ammirazione di un'opera d'arte, capaci di innamorarsi di godere dell'intimità di un partner, di gustare un buon bicchiere di vino, passano allo stato di ammasso inerte devastato da esplosioni, da spari, da bombardamenti, privo di vita, senza più alcuna prospettiva di imbattersi ancora nella bellezza della natura, nell'ascolto di una sinfonia ( o di una bella canzonetta ), nell'ammirazione di un'opera d'arte, capaci di innamorarsi, di godere dell'intimità di un partner, di gustare un buon bicchiere di vino. Come si permettono gli Stati di dirimere le loro controversie, motivate sempre da questioni economiche, con la vita di esseri umani, fosse anche di un solo essere umano? Come possono immaginare che uomini, definiti "soldati", possano sparare e uccidere altri uomini, privandoli dell'opportunità di godere della bellezza della natura, dell'ascolto di una sinfonia ( o di una bella canzonetta ), dell'ammirazione di un'opera d'arte, di innamorarsi, di godere dell'intimità di un partner, di gustare un buon bicchiere di vino, solo perché appartengono a uno schieramento opposto, portatore degli interessi di chissà quale emergenza economica, territoriale, finanziaria, industriale? Di chissà chi? Oggi si sente un gran " pepperepè" di trombette che annunciano la partecipazione dell'Italia alle missioni in Libia. Se morirà un solo "soldato" in quella missione, se verrà privato un solo uomo della gioia di godere bellezza della natura, dell'ascolto di una sinfonia ( o di una bella canzonetta ), dell'ammirazione di un'opera d'arte, di innamorarsi, di godere dell'intimità di un partner, di gustare un buon bicchiere di vino, qualcuno si sarà guadagnato il titolo di assassino".



da GIULIANO ROSSETTI

Robustizzazione


giovedì 9 giugno 2016

Numero 2586 Armi improprie



da PARIDE PUGLIA

La gaffe




Manovra d'assalto


da l'ASINO

COMUNICATO n° 8
Siete andati a vedervi il film che vi avevo pregato di cercare su Youtube? Nessun commento? Io me lo sono riguardato da cima a fondo e l'ho di nuovo trovato straordinario e di nuovo ho trovato tutti gli stimoli per detestare il denaro. Perché di denaro si tratta! In 47 minuti, senza dire una sola parola, con il solo linguaggio delle immagini,affiancando a quelle che descrivono la distruzione di un ecosistema in Malesia quelle che descrivono l'agonia e la morte di uno dei suoi abitanti: un orango. Si vedono uomini armati di enormi mezzi meccanici che tagliano, radono al suolo, trasportano, tritano e le trasformano in carta, mobili letti, sedie, scaffali, intere foreste per far posto a immense coltivazioni di palme da olio e raccolgono, tritano, schiacciano tonnellate di grappoli di datteri per produrre l'olio che viene trasportato da enormi tir fino alla nostra industria cosmetica e alimentare, producendo, come sembrerebbe dall'ammiccante reclamizzazione di creme di bellezza, biscotti, hamburger, latte per bambini, felicità, ricchezza e benessere senza limiti. Ma intanto l'orango, con quel suo viso dolcissimo e quasi sorridente, muore, Inerme. Badate: l'orango è solo una metafora. Quell'orango siamo noi, vittime di quel meccanismo perverso senza il quale nulla riesce a muoversi, che condiziona fino all'aberrazione anche i nostri migliori meccanismi spirituali e culturali: il denaro. Ne riparleremo quando parleremo della guerra.