mercoledì 26 maggio 2010

NUMERO 1006 Buongiorno Italia


da GINO DI FRENNA

Il conto


Freddo polare



VERSO IL FUTURO
di Giulio Laurenzi



RAGLI& BELATI

di Zacc&Bélina


ARROGANZA


ZACC - la parola d’ordine è indietro tutta.


BELINA - è il consiglio dei sondaggi.





QUANDO SI DICE LA SFIGA
di Paolo Lombardi



RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina


POVERO SERVO


Zacc- il correttore Bonaiuti ha definito “giornaletti” Il Fatto Quotidiano e L’Unità


Bélina- un povero uomo


DIAVOLI
di Bandanax


SIN SALA BIM
di Bandanax


martedì 25 maggio 2010

NUMERO 1005 Buongiorno Italia

Per chi non lo avesse letto sul Fatto Quotidiano di oggi:

IN MODO BUFFO VERSO IL BARATRO

di Dario FO

1 L’Italia oggi.

Che paese è oggi l’Italia?


Per capire dove siamo e dove siamo arrivati, bisognerebbe andare
indietro e ricordare il valore, il significato delle cose che sono
avvenute in Italia nei secoli passati. A partire dal Medioevo. La
nascita di uno dei fenomeni più importanti della coscienza umana, che
sono i comuni. Noi abbiamo inventato un modo collettivo di giustizia,
che nel mondo si studia ancora oggi. E poi c’è stato l’Umanesimo:
straordinario valore e poi grandi pittori, grandi scienziati, grandi
scopritori; e tutta la scienza che è venuta avanti, l’invenzione, la
poesia, lo scrivere. Abbiamo inondato di opere tutto il mondo intiero.
Poi c’è stato il momento di un silenzio pericoloso, a parte che il
Settecento italiano è anche importante.È il tempo dei Lumi, e anche noi
abbiamo partecipato. Da lì abbiamo fatto una calata incredibile:
siamo arrivati anche al Fascismo, siamo arrivati anche a fondare
l’Italia, ad affondarla anche; siamo risaliti. Finita la guerra, io devo
dire che, l’ultima guerra, un’aria straordinaria, di impegno, di
convinzione al fare, al realizzare, al cambiare, all’inventare una
vita. E tutti quanti ci siamo dati come pazzi al gioco e alla gioia di
realizzare questo mondo diverso. Tutti quanti, veramente tutti quanti,
dagli operai, ai contadini, alle donne. Siamo stati la meraviglia del
mondo, perché nessuno ha avuto un ritmo di rinascita così imponente e
importante. Poi ecco che la politica, il furto, lo scanno, il derubare
e il distruggere è stato all’ordine del giorno. Naturalmente il
governo non dice, non accetta, anche quando viene preso con le mani
nel sacco (come in questi giorni, con tutti i ministri che dovrebbero
essere cacciati via a pedate), che naturalmente continua a minimizzare,
dice: “No, non siamo al momento della strage finale, ma no! Non è il
tempo di vent’anni fa, quando andavano in galera, uno dopo l’altro:
ministri, deputati, ecc. ecc. Mani Pulite non c’entra niente.” E
invece siamo dentro. Non volere accettare, non vedere che siamo in un
momento tragico, proprio come quello di Mani Pulite, forse anche
peggio, è un’incoscienza, soprattutto in un momento come questo. Con
la crisi che ci viene addosso. Con gli operai che non trovano più
lavoro. Con la gente che si sbatte giorno per giorno. Con le scuole che non
funzionano, con il traffico che non funziona, con questa aria
intasata, con questa mancanza di rispetto anche per la vita dei
bambini, dei vecchi etc. etc.
Stiamo andando verso un bel baratro. Ora è un pessimismo. Io sono
felice di essere pessimista. Perché il pessimista è quello, a
differenza dell’ottimista cosiddetto, che guarda le cose, che va a
fondo. Non si accontenta della speranza, anzi, non vuol sentire
parlare di “speranza”, ma di fatti veri, reali, di progressione, di
trasformazione. Continuo. Io sono pessimista, perché voglio veramente
l’Ottimo.


2 Un governo buffo


Abbiamo un governo che ci viene invidiato all’estero, proprio perché dà
una felicità, un’allegria…
E’ talmente buffo, talmente assurdo e paradossale, che tutti,
quando andiamo all’estero, vogliono che raccontiamo e non credono
alle nostre parole.
Quando diciamo qualcosa appunto sulla libertà di espressione, sulla
possibilità di usare, tutti, ognuno, la televisione italiana e
soprattutto delle bugie che dicono ovvio, i giornalisti, a proposito
della situazione in cui ci troviamo, e soprattutto sul fatto che
esiste chiaramente, un’aggressione continua, ben mascherata, con voci
del coro, sul fatto che la cosa più importante per la pubblicazione, o
meglio, per arrivare a far conoscere la verità e informare il pubblico
che la televisione sia in mano, nei fatti, tutta a un solo elemento,
che poi è il Presidente di questo governo.


3 La censura della cultura


L’altro giorno si faceva il calcolo di tutti gli uomini di teatro,
le donne di teatro,le persone insomma che contano e che hanno valore e che
sono sparite dalla nostra scena.
E, fra questi, con orgoglio, dico anche che anch’io sono uno
sparito. Abbiamo lavorato parecchio con Franca a realizzare discorsi
sulla cultura, sui grandi pittori, sulla storia del teatro.
Abbiamo realizzato, in anni passati, una serie di programmi che sono stati visti da una grande quantità di spettatori.
Siamo arrivati addirittura ad un milione dopo mezzanotte. Che poi era
già previsto che noi dovessimo stare un po’ in disparte, non essere
certo nelle ore di punta, perché si dà fastidio, si fa confusione, poi
ogni tanto sfuggono delle battute che possono essere “malintese” dai
“semplici”. Ecco siamo spariti, non abbiamo più la possibilità di
esprimerci, tanto è vero che non ci resta altro che farci le riprese
per nostro conto, rischiando noi in prima persona, e poi cerchiamo di
farle passare attraverso i giornali, insieme alle pubblicazioni.
Cerchiamo un altro campo, perché il campo diretto della televisione è
intasato, completamente e dico completamente, dallo stato, dal
governo; salvo qualcuno che è riuscito a entrare dentro e sta
vivacchiando ancora per un po’.


4 Morti di stato


Io credo che all’estero, se fosse successo quello che è successo
qualche giorno fa da noi, di una donna, a Napoli, che lavora in un
ospedale e che a un certo punto, per poter comunicare e per far sapere
alla gente e soprattutto al governo che lei non sta prendendo da mesi
lo stipendio, che ha due figli da mantenere, che non sa come
sbattersi, e a un certo punto dice: “voi mi cavate il sangue, questi
soldi che non mi date, me li cavate dalla vita mia e dei miei figli.
Allora io mi cavo il sangue davanti a voi. E ogni giorno mi cavo il
sangue perché voi ve ne accorgiate, presi da un fatto così violento
come io lo esprimo a voi, vi decidiate a darmi quello che mi togliete,
quello che nascondete.” E’ morta. Cioè l’hanno lasciata morire.
Tranquillamente. E la cosa orrenda è che al funerale di questa donna,
c’era la popolazione disperata e indignata, ma non c’era nessuno del
potere, cioè le istituzioni erano sparite completamente. Di sinistra,
di destra, non ci sono, non sono mai esistite. Non si deve più parlare
di quello. Così come è successo a una donna guerriera, che stava in
Afghanistan, la quale è saltata in aria dentro questo camion armato,
che avrebbe dovuto resistere, sono morti due ragazzi, e lei con un
altro ragazzo è stata ferita gravemente. Ebbene è una cosa che fa
venire i brividi, il fatto che noi abbiamo delle donne e le mandiamo a
morire o a rischiare di morire. Che una donna sia portata a fare la
guerriera, è una cosa che va bene in una favola, in miti greci.
Perfino Aristarco veniva a fare ironia grottesca su questa situazione,
come paradosso. Noi ce l’abbiamo e cosa aspettiamo? Che ci sia il
morto.
Finalmente, quando ci sarà una donna morta, nella guerra, per la
patria, che è veramente straordinario: lì vedremo le lacrime, lacrime
in-trattenute dei nostri dirigenti, dei ministri, e tutti in fila
andranno a baciare il feretro.


5 Corruzione e potere


L’unica speranza che abbiamo è nei giovani. Che i giovani veramente
riescano a sostituire quello che noi non siamo riusciti a portare a
termine, soprattutto concludere al meglio. E soprattutto non accettino
assolutamente le condizioni e le forme che oggi sono costretti a
vivere, perché sanno benissimo che è andata verso un suicidio di massa,
andare come stiamo andando. Con un potere che non si rende conto di
cosa sta succedendo, che finge di non vedere, che da tempo, ormai da un anno, se non c’è
la crisi da noi, noi siamo in piedi. E invece sappiamo benissimo, ce
lo dicono tutti i grandi studiosi del problema finanziario in Europa,
che quello che è il disastro, deve ancora venire. E dobbiamo
aspettarcelo. Perché c’è questo silenzio e questo stordimento. Ogni
tanto vedi degli operai che fanno cose da pazzi, salgono sulle torri,
occupano locali, e addirittura le galere, per poter far sentire alla
gente il problema loro. C’è questo vuoto, vuoto anche davanti a
qualcosa che è ancora più orrendo, perché tu vieni a sapere che
proprio nel mondo dei dirigenti, di coloro che hanno in mano il
potere, esiste una corruzione spaventosa. E che proprio i primi a
realizzare questa corruzione, a muoverla, a sostenerla sono proprio i
politici, gli imprenditori.
Scopriamo che il numero dei fatti legati alla corruzione, arriva a
qualcosa come sessanta miliardi di euro all’anno, che è una cifra
spaventosa, avere in positivo quella cifra significa risolvere un
sacco di problemi, dalla cultura, alle scuole, al problema degli
ospedali. E invece tranquillamente si lascia smembrare o meglio,
proprio cavare il sangue, non solo a quella povera donna, ma a tutta
la popolazione, con una mancanza assoluta di umanità. Il significato
di umanità non esiste più, sta crollando, sta andando via così come
l’acqua dopo un temporale.


6 La forza e il coraggio


Io tengo nel mio studio un ritratto, dove ci sono due personaggi,
credo siano i più importanti dell’ultima storia d’Italia, si tratta di
Borsellino e Falcone. Due giudici che hanno pagato con la vita, la
forza e soprattutto il coraggio di portare avanti un discorso
rivoluzionario: quello di cancellare finalmente la mafia. La mafia c’è
ancora, ogni giorno, ogni giorno però ci dicono che è agli
ultimi, ma noi sappiamo che ci vuole davvero una rivoluzione totale, e una
partecipazione di tutti quanti, costanti. Io lo tengo così, come
indicazione, come una voce, questo ritratto. E’ un segnale costante.
In ogni momento ci scappa lo sguardo e pensiamo anche nei momenti
difficili, che dobbiamo prendere per buono l’esempio, per assoluto
l’esempio di questi uomini e soprattutto, divulgarlo, farlo conoscere,
farlo ricordare, a tutti quelli che anche passano per casa che sono
tanti.



da BANDANAX

E' la crisi bellezza!





Ci scusiamo...


Ci scusiamo...


Ci scusiamo...


COME NON METTERE LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI
di Marilena Nardi


ESTOTE PARATI ( paratevi il culo )


ACCAZZATE
di Gino Di Frenna



RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina


IL RICHIAMO


Zacc - hanno chiesto aiuto alle opposizioni e che il testo è aperto a emendamenti


Bélina - vedrai, sarà una corsa a chi arriva prima



ALF-ANO


Zacc – ecco le parole del ministro Alf-ano

«Il testo della Camera ha rappresentato un compromesso alto tra tre principi costituzionali, privacy, diritto di cronaca e alle indagini. Nel passaggio tra commissione e aula valuteremo se è opportuno tornare a quel testo su alcune questioni».


Bélina – come sempre dimostra di non avere le idee chiare


APPELLO COREANO
di Enio Lisi


da BANDANAX

Sensibility please

Editoriale


Caccia grossa


Ah, ah, ah...la crisi!


Il fioretto


TEMPI DI CAZZ' AMARI
di Paolo Lombardi

MANI SPORCHE
di Paride Puglia



lunedì 24 maggio 2010

NUMERO 1004 Buongiorno Italia


CORALITA' D' INTENTI
di Bandanax




MAZZETTHINGAM
di Bandanax


da BUCNIC


RIUNIONE DI REDAZIONE
di Enrico Bertuccioli



RAGLI&BELATI

di Zacc e Bélina


PUBBLICITA’


Zacc- ha detto che non toccherà pensioni, salari…


Bélina - ...per distrarre chi deve pagare i ticket e subire i tagli dei servizi sociali


LA FRETTA


Zacc – ha fretta il grande comunicatore, vuole subito l’approvazione della legge sulle intercettazioni

Bélina - ha paura che Obama convinca Napolitano


VENTI DI GUERRA A SEUL
di Enio Lisi


BEN COMUNE NIENTE GAUDIO
di Paride Puglia


LA SOLUZIONE
di Luca De Santis

Shhhhh!...parla piano...eh? Come perché?

Non vorrai mica che ti sentano, no?

Come chi?

Loro no?

Ma come, non ne sai niente? ma dove vivi?

L'hanno detto pure al telegiornale, non lo sai che c'è una lobby che ci

spia, che ascolta le nostre telefonate...si, proprio le nostre, ma non solo

quelle di noi due, ma anche quelle di tutti gli altri italiani...eggià!

Come? Cos'è una lobby? macchennesò...che razza di domande mi

fai...chisseneimporta...la cosa grave è che invade la nostra privacy, oh,

l'ha detto sempre il telegiornale.

Che cos'è la privacy? Oh, ma non sai proprio niente, vabbè te lo spiego io:

metti che tu te ne stai al telefono con un tuo amico e fai un po' di

conversazione, parli del tempo...della partita...del terremoto...delle

risate che ti facevi alle tre e mezza di mattina...i soliti argomenti

insomma...quella lì è la privacy...capito?...No?

Ti faccio un altro esempio allora: metti che c'hai degli appalti, che te li

hanno dati perché hai fatto conoscere quattro donnine scollacciate a qualche

tizio che ci poteva mettere una buona parola, per gli appalti intendo, e lo

stai raccontando al telefono ad un altro amico...quella lì è sempre privacy,

hai capito adesso? Noo? Ma allora sei de coccio...guarda ti faccio un altro

esempio chiaro chiaro, semplice semplice...

Allora...metti che sei un mafioso, che telefona alla mamma, e siccome vuole

che la mamma sia orgogliosa di lui, le racconti di tutte le cose belle che

fai...le persone che proteggi in cambio di un piccolo obolo, gli affari che

fai con l'edilizia, i nuovi mercati in cui stai espandendo la tua attività,

come le energie rinnovabili, l'ecologia, tutte cose utili per il

paese...anche questa qui è la privacy, hai capito ora?

Aaah...vedi che alla fine hai capito...oh, devo dirti la verità, all'inizio

non capivo nemmeno io, poi però, a suon di sentirlo ripetere da tutti quei

signori in doppiopetto blu...e poi l'ha detto anche il telegiornale.


L' INTER SUL TETTO DEL MONDO
di Giulio Laurenzi

LA FINESTRA SUL PORCILE
di Rocco Grieco


PEANUTS
di Andy Ventura


SI FACESSE I CAZZI SUOI
di Gino Di Frenna



SORCI
di Paride Puglia

CRISI
di Andrea Bersani



PEZZO DI PANE
di Ro Marcenaro

Tg1, problemi audio su Elio Germano

(23 maggio 2010)

Nel collegamento da Cannes con Vincenzo Mollica, non si sentono le parole polemiche dell'attore nei confronti della classe dirigente italiana. Dopo un paio di servizi, è pero il conduttore a leggere il testo

Dal presente la frase passa però al passato: "Gli italiani che fanno di tutto nonostante la classe dirigente" diventa "Gli italiani che hanno fatto di tutto"




domenica 23 maggio 2010

NUMERO 1003 Buongiorno Italia


OMMINI DE RISPETTO SONO...
di Paride Puglia



OLTRE LA SATIRA

di Christian Rizzi


Lettera aperta di Bondi a Napolitano

“Fango su di me, non posso difendermi"

È indirizzato al Presidente della Repubblica, a quello del Senato e al presidente del Consiglio l'appello che Sandro Bondi affida a una lettera aperta diffusa dal ministro per i Beni culturali e coordinatore Pdl. Lettera che Bondi, senatore Pdl, non ha indirizzato invece al presidente della Camera Gianfranco Fini

Bondi scrive: "Chiedo soltanto il rispetto della mia persona prima ancora che del mio ruolo politico e istituzionale. Mi domando e vi domando: come può una persona tutelarsi da questo fango, da queste brutali insinuazioni? Come può una persona difendersi da accuse fatte circolare e continuamente alimentate dal circuito mediatico senza avere la possibilità di far valere i propri diritti di cittadino, esposto al pubblico ludibrio e alla disapprovazione morale e politica prima ancora che a qualsiasi verifica e esame giudiziario?




AUTOGRILL

di Umberto Romaniello



LEGGE DI MERDA
di Emper


LA CROCIFISSIONE DI SAN TORO
di Gianni Burato

NON VEDERE E NON PARLARE
DEMOCRAZIA ESIZIALE
di Andy Ventura